Viaggio a Socotra, l’isola delle meraviglie

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Isola di Socotra

Un viaggio a Socotra è un’esperienza che conduce fuori dal tempo e dallo spazio, in un mondo che sembra uscito dall’immaginazione di uno scrittore bizzarro e fantasioso.

Un’isola tranquilla dalle mille atmosfere. Come scrisse Brel: “[…]posta sull’altare del mare… speranzosa come un deserto/ accarezzata da una nuvola di pioggia”.

Dalle sue coste bagnate da onde dalle mille sfumature di blu alle sue cime nebbiose al mattino, questo paradiso per botanici offre paesaggi sorprendenti per diversità e bellezza.

Qui vi attendono incontri autentici, immense spiagge deserte, indimenticabili nuotate, benefiche solitudini.

Un po’ di storia

Conosciuta fin dall’antichità, nonostante la sua posizione strategica lungo le rotte tra Oriente e Occidente l’isola ha vissuto storicamente lunghi periodi di isolamento dovuti alla sua particolare collocazione e a un clima impervio che la rende irraggiungibile per molti mesi all’anno.

I Greci e i Romani la chiamarono Insula Dioscoridis e vi avevano aperto un importante mercato di
scambi con il mondo indiano e arabo. Furono però gli Egizi i primi a esplorare Socotra, che costituiva il
limite estremo delle loro spedizioni. Incenso, mirra e altre resine aromatiche fecero la fortuna di questa
isola e dei suoi abitanti, che rifornivano di quei prodotti pregiati l’intero mondo antico.

Nel 2003 l’Unesco l’ha dichiarata “Riserva dell’Uomo e della Biosfera”.

Socotra isola delle meraviglie

L’isola di Socotra è soprattutto famosa per le sue numerose e rare specie botaniche che richiamano l’interesse mondiale anche in campo scientifico. La pianta più antica dell’isola è l’albero del “sangue di drago”, chiamata anche l’albero “dell’ombrello rovesciato” nome che deriva dalla sua strana forma. La leggenda narra che la pianta nacque dal sangue versato durante un cruento combattimento fra un drago ed un elefante.

Il territorio presenta una sorprendente varietà di paesaggi naturali.

Montagne a picco sul mare, profonde gole, pianure ricoperte di palme e canneti, spiagge dalla sabbia candida, altopiani di roccia calcarea. Ed ancora paesaggi montani straordinari con le vette ricoperte da graniti che conferiscono loro un colore rossastro chiazzato dal grigio spettrale dei licheni.

Le coste sono abitate da pescatori, per la maggior parte di origine africana. La regione dei wadi è abitata da nomadi di origine araba, mentre sulle montagne vivono i discendenti di una tribù sudarabica che parla socotri, un antico dialetto arabo.

Pochi altri luoghi sul pianeta possono vantare una simile varietà di panorami marini e montani, di vita vegetale e animale come quelli presenti a Socotra.

Un giardino botanico

Esplorare l’Isola di Socotra è come passeggiare in uno splendido e sublime giardino botanico.

Un giardino caratterizzato dall’ampiezza delle sue piante endemiche, nane e alte, spinose e fiorite, tozze e slanciate, modeste e imponenti. L’insolito e la bellezza sono a livello del suolo, in improbabile equilibrio su pareti vertiginose, in gruppo o in solitudine.

Camminare sui sentieri rivela meglio che in qualsiasi altro modo questa ricchezza incomparabile e accattivante. E non devi essere un botanico per meravigliarti e gioire.

Gli adenium (Rosa del deserto) crescono su terre così diverse, regalando fioriture memorabili. L’albero del drago, annidato come una minuscola palma nel terreno, si libra gradualmente, a volte appollaiato nel vuoto, dispiegandosi come un ombrello inimitabile e affascinante. Le Dorstenia gigas si aggrappano in modo surreale alle scogliere aride…

Socotra isola di incontri e ospitalità

A parte le città e alcuni villaggi di pescatori, l’habitat di Socotra è tradizionalmente disperso, e “un villaggio” spesso significa 2 o 3 famiglie che vivono insieme.

Durante il nostro viaggio a Socotra, a piedi o in 4X4, potrete fare incontri felici, furtivi, giocosi o seri. Condivisione di racconti popolari di Socotra, spiegazione degli sforzi compiuti per preservare l’eccezionale biodiversità del luogo, la lingua e la cultura de “l’isola della Fenice”. E troverete sempre tante risate e sorrisi di bambini…

L’ospitalità incondizionata abita nella memoria spirituale e corporea dei Socotri – “…in quei giorni, non c’erano strade a Socotra, nemmeno scuole […] la gente di Socotra non aveva né riso, né prodotti importati [. ..] non c’era elettricità e gli aerei non atterravano a Socotra; gli abitanti di Socotra vivevano solo grazie alle loro mandrie o ai frutti del mare; dormivano in caverne, su stuoie di pelle di capra […] e usavano erbe piuttosto che medicinali; a quel tempo, gli abitanti di Socotra si invitavano a vicenda nelle loro case e insistevano per ammazzare le loro capre migliori l’uno per l’altro…”.

Socotra quando andare

E’ fondamentale evitare la stagione dei monsoni da giugno a settembre, quando forti venti spazzano l’isola e la maggior parte della popolazione locale parte per la terraferma.

Il periodo migliore per visitare l’isola va da ottobre a fine maggio e in particolare da gennaio ad aprile.

Viaggio a Socotra Yemen con AfroNine

Questo viaggio si propone di visitare i luoghi, a nostro avviso, più suggestivi dell’isola, tralasciando alcuni luoghi più di tendenza, certamente suggestivi ma spesso molto battuti, a favore di alcune location più isolate ma con panorami mozzafiato e la ricerca di un contatto autentico con le comunità locali.

Essendo il mare di Socotra l’elemento più conosciuto, ci focalizzeremo sulla visita dei luoghi e dei villaggi più belli di questa piccola perla. 

Socotra viaggio in breve

Si comincia da una remota spiaggia ad est dell’isola, dopo uno stop in uno dei wadi ai piedi delle dune di Harer. Un inizio dedicato al relax, assaporando il tramonto da una delle migliori prospettive.

Si prosegue poi con l’esplorazione delle dune, seguito da un vero pasto socotri nel villaggio di Ersel, dove saremo ospiti di Kamis.

Partiremo quindi verso Daksem e si sale sull’altopiano fino a superare i 1000 mt di altitudine. Qui si osservano gli Alberi del Drago, “Dracena cinnabari” detti anche Alberi Sangue di Drago per via della resina rossa che stillano. questa resina viene usata come inchiostro dagli abitanti e come medicamento contro gli ascessi e altre malattie.

Il viaggio continua verso Dishebro, una delle zone più belle e genuine dell’isola, lontana da tutti i tragitti turistici. Questo villaggio è conosciuto per la produzione dell’estratto di aloe e del miele, che ha la fama di essere uno dei migliori dello Yemen.

Seguirà la visita in dhow di un vera perla: l’isola di Dharsa. Meravigliosa, circondata da un mare ricchissimo di pesce dove sarà facile incontrare mante e delfini.

Non mancherà una tappa a Shoab, la più famosa ed iconica spiaggia dell’isola, uno dei “must” dei viaggiatori a Socotra.

Esploreremo poi Detwah e le zone circostanti. Saliremo sul Jebel Milh (Monte del Sale), da cui si gode un panorama mozzafiato della costa. Tra dune di sabbia bianca, alte anche oltre 40 metri e l’acqua di un cristallino turchese, proveremo la sensazione unica di essere i primi a godere di questo luogo incontaminato e paradisiaco.

Ed ecco l’ultima chicca del viaggio: per pranzo saremo ospiti di un personaggio particolare, che trascorre gran parte del tempo in una caverna arredata in maniera primitiva, quasi preistorica, e dove gusteremo ottimo pesce, ostriche e vongole.

Un viaggio avventura che spesso prevede il pernottamento in tenda in aree non attrezzate per il campeggio, con servizi igienici da campo.

Chi ci accompagna?

Nicola Vitali, è stata la prima persona a scoprire il potenziale per la pesca sportiva a Socotra nel 2010 e a sviluppare viaggi nei punti più remoti dell’arcipelago con clienti avventurosi alla ricerca di pesci trofeo, nonché l’unico occidentale a lavorare in pianta stabile a Socotra per diversi anni.

Gli anni passati ad esplorare il mare intorno a Socotra gli hanno permesso di scoprire posti incredibili, villaggi sconosciuti e moltissimi segreti dell’isola.

Nicola qui è di casa, chi meglio di lui può accompagnarci?

Insieme a lui troveremo GianMarco Russo, uno dei fondatori della AfroNine Tour.

Nato e cresciuto in Eritrea, si è trasferito in Italia nel 1975, in seguito alla rivoluzione che ha deposto il Negus Hailè Sellassie. Considera una grande ricchezza essere un “meticcio”. Questo infatti gli permette di comprendere e vivere appieno la storia e le tradizioni delle sue due patrie: l’Italia e l’Eritrea.

Grande conoscitore dei paesi africani, esperto e collezionista di arte ed antichità africane, appassionato di storia coloniale e viaggi.

Scopri qui i dettagli del viaggio e contattaci per avere tutte le informazioni!

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