• Windhoek - Waterberg - Etosha National Park - Twyfelfontein - Skeleton Coast - Cape Cross - Swakopmund - Namib Naukluft National Park - Sesriem, Sossusvlei e Deadvlei - Kalahari - Hardap
  • 15 GIORNI

    max 12 partecipanti

    Lodges, hotels, guesthouse con servizi privati

    11gg HB; 2gg B&B; volo aereo incluso

  • 08/08
  • Guida in italiano
  • Costo per persona: 3950,00

  • La Namibia è un paese che non ha eguali in termini di grandi spazi e gemme naturalistiche, assolutamente unico per la varietà delle specie viventi e delle bellezze naturali che l'adornano e, proprio per le sue innumerevoli sfaccettature, viene denominata il "Diamante d'Africa". Emozionanti safari fotografici e affascinanti paesaggi semi desertici vi porteranno alla scoperta di una terra selvaggia e senza tempo che conquisterà la vostra anima.

    Partenza

    Partenza

    8 agosto

    Sistemazione

    Sistemazione

    Lodges e hotels, in camere con servizi privati

    Trattamento

    Trattamento

    11 giornate HB
    (colazione, pranzo o cena);
    2 giornate B&B
    (colazione)

    Trasferimenti

    Trasferimenti

    A mezzo di veicoli overland adattati ai safari.

  • ITINERARIO GIORNO PER GIORNO


    • Chi ci accompagna?

      Chi ci accompagna?

      Giampietro Mattolin, fotografo e viaggiatore, privilegia gli "scatti" legati alle esperienze di viaggio.
      Ricerca l’essenza dei particolari nei paesaggi, persone e situazioni che ne sono protagonisti. Nel 2005 vince il premio “DE PISIS” in occasione di “Landscapes”, Rassegna Internazionale d’Arte Contemporanea di Ferrara. Pubblica: nel 2006 “Himalaya – luoghi cultura spiritualità”, (in collaborazione con Piero Verni), Arketis, Padova; nel 2007 “Mustang – A un passo dal cielo”, (in collaborazione con Fiorenza Auriemma e Piero Verni), Arketis, Padova; nel 2012 “Lung ta – Universi tibetani”, (in collaborazione con Piero Verni), Grafiche Leone, Venezia, a conclusione di una trilogia sulle culture himalayane all’interno del progetto “L’Eredità del Tibet - The Heritage of Tibet”(www.heritageoftibet.com), che dal 2014 cura con Piero Verni; nel 2015, e nel 2018 una nuova edizione ampliata, “Tulku – le incarnazioni mistiche del Tibet” (in collaborazione con Piero Verni), Grafiche Leone, Venezia. Nel 2007 espone, nel contesto Palladiano di VILLA CALDOGNO, una personale fotografica, dedicata alla 3^ età, dal titolo “Vite parallele”. Mostra riproposta nel 2008 nell’ambito della 6^ edizione della manifestazione “ETICA-mente” a Cintello di Teglio Veneto (VE). Dal 2013 espone la mostra fotografica “Cham – le danze rituali del Tibet” (in collaborazione con Piero Verni), proposta itinerante già esposta a Firenze, Caldogno (VI), Padova, Genova, Venezia, Pavia, Pisa, Treviso e Roma. Nel 2015 espone a Venezia, all’interno di Padiglione Tibet, la mostra fotografica “Amdo – il paese del XIV Dalai Lama” (in collaborazione con Piero Verni), riproposta a Genova e Merano (BZ). Dal 2016 espone la mostra fotografica “Tulku – le reincarnazioni mistiche del Tibet” (in collaborazione con Piero Verni), proposta itinerante già esposta a Milano, Roma, Venezia, Lucca e Biella.
      Da anni accompagna gruppi in varie Regioni del mondo. Ha visitato tutti i continenti, ma è un particolare conoscitore dei paesi Himalayani (Tibet centrale, Amdo e Kham, Ladakh, Rupshu, Spiti, Zanskar, Nepal, Mustang, Sikkim, Bhutan, Arunachal Pradesh), dell’India, del Myanmar, relativamente all’Asia; Tuva e Altai per la Russia siberiana; Iran, Siria e Giordania per il Medio Oriente. Ha effettuato viaggi in Zambia, Zimbabwe, Botswana, Namibia e Sud Africa relativamente all’Africa Australe; Etiopia, Gibuti, Eritrea, Kenya e Tanzania, per il Corno D’Africa; Mali, Ghana, Togo e Benin per l’Africa Centrale; Sudan e Guinea Bissau per l’Africa Occidentale; deserti di Libia, Egitto, Sudan, Ciad, Mauritania e Marocco. In Europa ha effettuato viaggi in Islanda e una spedizione in moto slitta alle Isole Svalbard. Nel continente americano ha percorso gli stati dell’Ovest degli USA, Messico e Guatemala, Costarica, Ecuador, Perù e Bolivia.

    • 1° GIORNO 8/8

      Incontro in aeroporto con Giampietro Mattolin e partenza alle ore 20.25 da Milano Malpensa con volo di linea Ethiopian Airlines per Windhoek via Addis Abeba, dove si arriva il giorno dopo.

    • 2° GIORNO 9/8

      2° GIORNO 9/8

      Arrivo a Addis Abeba alle 05.50, proseguimento per Windhoek alle 08.35 con arrivo previsto alle 13.20. Welcome in aeroporto e transfer al vostro hotel
      Resto della giornata libero per relax o potete partecipare ad una visita di Windhoek nel pomeriggio.

      Pernottamento al Hotel Safari o similare, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento B&B (pernottamento e prima colazione).

      Scopri di più su WINDHOEK >>

      WINDHOEK
      La città di Windhoek è tradizionalmente conosciuta con due nomi: Ai-Gams per i Nama (il nome fa riferimento alle sorgenti calde che un tempo facevano parte della città) e Otjomuise (che significa "posto del vapore") per gli Herero. I primi insediamenti a Windhoek si devono all'acqua delle sue sorgenti calde. A metà dell'800 il Capitano Jan Jonker Afrikaner si insediò vicino a una delle principali sorgenti calde. Windhoek, città dai molti volti è pulsante di vita, opportunità e promesse di avventure, una città multiculturale, caratterizzata dalla tranquilla coesistenza e ampio spazio vitale per la sua gente. Il fascino della città di Windhoek sta nel suo armonioso mix di culture africane ed europee e la cordialità della sua gente. La città è una bomboniera che racchiude strutture color pastello di delicata bellezza, in stile coloniale circondate da giardini e lussureggianti parchi. Molti interessanti edifici e monumenti sono stati conservati quale testimonianza della storia. Alcuni sono rappresentativi del periodo coloniale, mentre altri testimoniano la conquistata indipendenza della Namibia.
      L'edificio più caratteristico e storico di Windhoek è la chiesa luterana Christuskirche. Progettata da Gottlieb Redecker all'inizio del XX secolo, questa chiesa presenta una inedita ibridazione fra il neogotico e l'art nouveau. I muri sono stati realizzati con una qualità di pietra saponaria tipica della zona. L'altare è decorato con una Resurrezione di Lazzaro copia di un celebre lavoro di Rubens. Alte Feste, il più antico edificio sopravvissuto di Windhoek, risale al 1890-92, e in origine serviva come sede della Schutztruppe; oggi ospita la sezione storica del Museo Nazionale della Namibia, che contiene cimeli e le foto del periodo coloniale e manufatti indigeni.

    • 3° GIORNO 10/8

      3° GIORNO 10/8

      Al mattino incontro con la vostra guida e partenza per il parco nazionale dell'altopiano Waterberg. Arriveremo nel tardo pomeriggio e dopo la sistemazione nel resort inizierete la vostra avventura con un game drive notturno.

      Pernottamento al Waterberg Resort o similare, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).

      Scopri di più su WATERBERG PLATEAU >>

      WATERBERG PLATEAU
      Conosciuto in lingua hereo come l'Oueverumue o "porta stretta", Il Waterberg Plateau National Park è un parco nazionale della Namibia orientale, l’unico parco montano, e, pur non essendo molto grande, è davvero un ambiente incantevole.
      Il parco è un'oasi di pareti rocciose caratterizzato da un colore rosso mattone, tipico della roccia arenaria, e da una grande varietà di flora e fauna, che offrono un incredibile spettacolo naturale E’ formato da un’altopiano di arenaria che si erge 150 metri al di sopra della pianura. L’acqua piovana viene assorbita dall’arenaria fino a scendere lungo le pareti verticali dell’altopiano dove si creano delle oasi lussureggianti.
      E’ uno dei siti geologici più interessanti della Namibia, dove specie minacciate dall’estinzione vengono protette e reinsediate; nel 1972 è stato dichiarato area protetta e tutelata per la riproduzione di specie a rischio di estinzione. La cima dell’altopiano, che può essere visitato solo con guide e veicoli del parco nazionale, è l’habitat di molte specie rare tra cui il rinoceronte nero o bianco, il leopardo, l’antilope nera o roana, il ghepardo, più di 200 specie di uccelli, tra cui l’unica colonia di avvoltoi del Capo della Namibia che vive sulle cime di Okarakuvisa, che dominano il plateau; nel parco sono registrate inoltre circa 500 specie diverse di piante.


    • 4° GIORNO 11/8

      4° GIORNO 11/8

      Prima colazione e partenza per il parco nazionale di Etosha, il più importante parco faunistico della Namibia e uno dei più importanti dell'intera Africa con un'estensione complessiva di 22.000 km², pari a quella del Piemonte, dove potremo goderci, nel pomeriggio, il primo game drive, effettuato con il nostro veicolo.

      Pernottamento , all’interno del parco, al Okaukuejo Resort, o similare, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).
      Attività opzionale ed a pagamento: game drive notturno in fuoristrada, organizzato dalle guide del parco.

      Scopri di più su PARCO NAZIONALE DI ETOSHA>>

      PARCO NAZIONALE DI ETOSHA
      Il Parco di Etosha è considerato uno dei “santuari” della fauna africana e con I suoi 22.270 kmq è una delle più grandi aree di protezione del mondo. E’ uno dei parchi più belli della Namibia ed inoltre la meta ideale per un bel viaggio in famiglia. In questo parco potrete avvistare gli animali simbolo del continente africano e cimentarvi in emozionanti safari fotografici. Durante la stagione delle piogge la sua superficie si copre di poche centimetri d'acqua divenendo il rifugio di molti acquatici. Ma l'acqua evapora rapidamente trasformando le pozze al margine del Pan in indispensabili fonti di vita nonchè in incredibili punti di aggregazione della fauna per la gioia dei fotografi e dei visitatori in genere.
      Nella lingua oshivambo (parlata dall'etnia ovambo che popola la regione), il nome "Etosha" significa "grande luogo bianco", con riferimento al colore del suolo del deserto salino che costituisce il 25% dell'area del parco.
      Il parco fu fondato nel 1907, epoca in cui la Namibia era ancora una colonia tedesca col nome di Africa tedesca del sud-ovest. Con un'area di 100.000 km², il parco era all'epoca la più grande riserva faunistica del mondo. Il parco Etosha ospita 114 specie di mammiferi, 340 di uccelli, 110 di rettili, 16 di anfibi e persino una specie di pesci. Negli anni sessanta il parco venne progressivamente ridimensionato, fino a raggiungere l'attuale estensione. La parte centrale del parco è costituita dall'Etosha Pan, una depressione salina di 5000 km² (circa 130 km di lunghezza e 50 km di larghezza nel punto più ampio).
      Si ritiene che fino a circa 12 milioni di anni fa quest'area fosse un lago poco profondo, alimentato dal fiume Cunene; in seguito il Cunene mutò il proprio corso, e la zona si trasformò in un semi-deserto. Durante la stagione delle piogge, il Pan viene talvolta alluvionato dai fiumi Oshana e Omiramba. Durante la stagione secca, il Pan torna ad assumere le caratteristiche di un deserto; il suolo salino, screpolato dal sole, assume il colore bianco intenso da cui deriva il nome "Etosha". In questo periodo il vento trasporta la polvere dell'Etosha verso l'Oceano Atlantico, fornendo tra l'altro al suolo delle regioni a ovest l'apporto di sali minerali da cui dipendono gran parte della fauna e della flora.
      Nel parco Nazionale Etosha i branchi d’animali si muovono liberamente come fanno dagli albori del mondo; l’'Etosha ospita 14 ambienti vegetali, 50 specie di serpenti, 114 specie di mammiferi e 340 specie di uccelli, sia dotati della capacità di volare, come i fenicotteri e le gru coronate, che, arrivando sull’ acqua, che riempie la depressione nella stagione delle piogge, perché attirati dalle alghe blu – verdi, sono protagonisti di uno scenario che lascerebbe tutti a bocca aperta, sia però anche un’ immensa quantità di struzzi, e troviamo anche l’otarda di Kori, il volatile più pesante al mondo.
      Spostandoci più nel mondo della flora, in questo parco africano, possiamo osservare varie tipologie di vegetazione: dagli arbusti nani e aridi, passare per immense praterie, per poi finire in foreste mopane. Un’ esempio di quest’ultime è la Foresta Fantasma di Moringa, dove possiamo notare alberi di baobab e, secondo la leggenda dei San, quando Dio finì di distribuire gli animali e le piante in tutto il mondo, trovò degli alberi dimenticati, e, per decidere dove posizionarli, lanciò loro in aria e questi caddero, impiantando le loro radici nel territorio dell’attuale Etosha National Park.
      La specie arborea più rappresentativa è l'albero del mopane (Colophospermum mopane), che in alcune zone del parco (Halili) dà vita a formazioni boschive, con esemplari che raggiungono gli 8 m di altezza mentre nella parte occidentale, la zona più alta del parco con aree che superano i 1.000 metri di altitudine, gli esemplari presenti non superano i 2 m. Con le sue caratteristiche foglie a forma di farfalla il mopane rappresenta un alimento apprezzato da numerose specie animali, tra cui elefanti, giraffe e rinoceronti. Sono presenti anche numerose specie di Acacia, alcune che raggiungono anche i 7 m di altezza come Acacia erioloba e Acacia tortilis, altre a portamento arbustivo quali Acacia reficiens, Acacia ataxacantha, Acacia fleckii, Acacia mellifera, Acacia luederitziie e Acacia nebrownii, ricchi di spine ma i cui fiori gialli sono molto apprezzati da giraffe, kudu e gazelle.
      Il parco è rinomato per la notevole popolazione di elefanti, ma sono rappresentate, in generale, una buona parte delle specie animali dell'Africa subsahariana, inclusi tutti e cinque i "big five". Fra i mammiferi presenti nel parco si possono citare gli elefanti, gli springbok, le zebre di Burchell, le giraffe, gli orici, i kudu, gli gnu, gli eland, i dik dik, i leoni, le iene, gli sciacalli, i leopardi e i ghepardi. Endemico della zona, ma in via di estinzione, è il raro impala dal muso nero. Le autorità del parco hanno recentemente reintrodotto i rinoceronti neri e i rinoceronti bianchi, che è relativamente facile avvistare nei pressi della pozza di Okaukuejo. Le pozze d’acqua illuminate presso gli accampamenti di Okaukuejo e Namutoni attraggono una grande quantita` di animali durante la notte, dando così la possibilità di assistere a incredibili scene di vita naturale.
      Nella regione del parco Etosha abitano fin da tempi antichissimi i San (boscimani). I San della zona hanno un proprio mito riguardo all'Etosha Pan: in seguito alla distruzione di un villaggio, in cui erano stati uccisi tutti gli uomini, una donna pianse tanto che le sue lacrime formarono un grande lago; quando le lacrime si asciugarono, rimase sul suolo soltanto il sale. In seguito alle migrazioni bantu, nella regione dell'Etosha sopraggiunsero gli Ovambo, che oggi costituiscono l'etnia predominante della zona.
      Il Parco è al suo massimo durante la stagione secca, quando grandi branchi d’animali si possono vedere in un contesto di panorami unici e più caratteristici del continente.

    • 5° GIORNO 12/8

      5° GIORNO 12/8

      Prima colazione al lodge e partenza per una giornata intera di safari all’interno del parco. Il game drive verrà effettuato con il nostro veicolo.

      Pernottamento , all’interno del parco, al Okaukuejo Resort, o similare, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).
      Attività opzionale ed a pagamento: game drive notturno in fuoristrada, organizzato dalle guide del parco.

      Scopri di più su PARCO NAZIONALE DI ETOSHA>>

      PARCO NAZIONALE DI ETOSHA
      Il Parco di Etosha è considerato uno dei “santuari” della fauna africana e con I suoi 22.270 kmq è una delle più grandi aree di protezione del mondo. E’ uno dei parchi più belli della Namibia ed inoltre la meta ideale per un bel viaggio in famiglia. In questo parco potrete avvistare gli animali simbolo del continente africano e cimentarvi in emozionanti safari fotografici. Durante la stagione delle piogge la sua superficie si copre di poche centimetri d'acqua divenendo il rifugio di molti acquatici. Ma l'acqua evapora rapidamente trasformando le pozze al margine del Pan in indispensabili fonti di vita nonchè in incredibili punti di aggregazione della fauna per la gioia dei fotografi e dei visitatori in genere.
      Nella lingua oshivambo (parlata dall'etnia ovambo che popola la regione), il nome "Etosha" significa "grande luogo bianco", con riferimento al colore del suolo del deserto salino che costituisce il 25% dell'area del parco.
      Il parco fu fondato nel 1907, epoca in cui la Namibia era ancora una colonia tedesca col nome di Africa tedesca del sud-ovest. Con un'area di 100.000 km², il parco era all'epoca la più grande riserva faunistica del mondo. Il parco Etosha ospita 114 specie di mammiferi, 340 di uccelli, 110 di rettili, 16 di anfibi e persino una specie di pesci. Negli anni sessanta il parco venne progressivamente ridimensionato, fino a raggiungere l'attuale estensione. La parte centrale del parco è costituita dall'Etosha Pan, una depressione salina di 5000 km² (circa 130 km di lunghezza e 50 km di larghezza nel punto più ampio).
      Si ritiene che fino a circa 12 milioni di anni fa quest'area fosse un lago poco profondo, alimentato dal fiume Cunene; in seguito il Cunene mutò il proprio corso, e la zona si trasformò in un semi-deserto. Durante la stagione delle piogge, il Pan viene talvolta alluvionato dai fiumi Oshana e Omiramba. Durante la stagione secca, il Pan torna ad assumere le caratteristiche di un deserto; il suolo salino, screpolato dal sole, assume il colore bianco intenso da cui deriva il nome "Etosha". In questo periodo il vento trasporta la polvere dell'Etosha verso l'Oceano Atlantico, fornendo tra l'altro al suolo delle regioni a ovest l'apporto di sali minerali da cui dipendono gran parte della fauna e della flora.
      Nel parco Nazionale Etosha i branchi d’animali si muovono liberamente come fanno dagli albori del mondo; l’'Etosha ospita 14 ambienti vegetali, 50 specie di serpenti, 114 specie di mammiferi e 340 specie di uccelli, sia dotati della capacità di volare, come i fenicotteri e le gru coronate, che, arrivando sull’ acqua, che riempie la depressione nella stagione delle piogge, perché attirati dalle alghe blu – verdi, sono protagonisti di uno scenario che lascerebbe tutti a bocca aperta, sia però anche un’ immensa quantità di struzzi, e troviamo anche l’otarda di Kori, il volatile più pesante al mondo.
      Spostandoci più nel mondo della flora, in questo parco africano, possiamo osservare varie tipologie di vegetazione: dagli arbusti nani e aridi, passare per immense praterie, per poi finire in foreste mopane. Un’ esempio di quest’ultime è la Foresta Fantasma di Moringa, dove possiamo notare alberi di baobab e, secondo la leggenda dei San, quando Dio finì di distribuire gli animali e le piante in tutto il mondo, trovò degli alberi dimenticati, e, per decidere dove posizionarli, lanciò loro in aria e questi caddero, impiantando le loro radici nel territorio dell’attuale Etosha National Park.
      La specie arborea più rappresentativa è l'albero del mopane (Colophospermum mopane), che in alcune zone del parco (Halili) dà vita a formazioni boschive, con esemplari che raggiungono gli 8 m di altezza mentre nella parte occidentale, la zona più alta del parco con aree che superano i 1.000 metri di altitudine, gli esemplari presenti non superano i 2 m. Con le sue caratteristiche foglie a forma di farfalla il mopane rappresenta un alimento apprezzato da numerose specie animali, tra cui elefanti, giraffe e rinoceronti. Sono presenti anche numerose specie di Acacia, alcune che raggiungono anche i 7 m di altezza come Acacia erioloba e Acacia tortilis, altre a portamento arbustivo quali Acacia reficiens, Acacia ataxacantha, Acacia fleckii, Acacia mellifera, Acacia luederitziie e Acacia nebrownii, ricchi di spine ma i cui fiori gialli sono molto apprezzati da giraffe, kudu e gazelle.
      Il parco è rinomato per la notevole popolazione di elefanti, ma sono rappresentate, in generale, una buona parte delle specie animali dell'Africa subsahariana, inclusi tutti e cinque i "big five". Fra i mammiferi presenti nel parco si possono citare gli elefanti, gli springbok, le zebre di Burchell, le giraffe, gli orici, i kudu, gli gnu, gli eland, i dik dik, i leoni, le iene, gli sciacalli, i leopardi e i ghepardi. Endemico della zona, ma in via di estinzione, è il raro impala dal muso nero. Le autorità del parco hanno recentemente reintrodotto i rinoceronti neri e i rinoceronti bianchi, che è relativamente facile avvistare nei pressi della pozza di Okaukuejo. Le pozze d’acqua illuminate presso gli accampamenti di Okaukuejo e Namutoni attraggono una grande quantita` di animali durante la notte, dando così la possibilità di assistere a incredibili scene di vita naturale.
      Nella regione del parco Etosha abitano fin da tempi antichissimi i San (boscimani). I San della zona hanno un proprio mito riguardo all'Etosha Pan: in seguito alla distruzione di un villaggio, in cui erano stati uccisi tutti gli uomini, una donna pianse tanto che le sue lacrime formarono un grande lago; quando le lacrime si asciugarono, rimase sul suolo soltanto il sale. In seguito alle migrazioni bantu, nella regione dell'Etosha sopraggiunsero gli Ovambo, che oggi costituiscono l'etnia predominante della zona.
      Il Parco è al suo massimo durante la stagione secca, quando grandi branchi d’animali si possono vedere in un contesto di panorami unici e più caratteristici del continente.

    • 6° GIORNO 13/8

      6° GIORNO 13/8

      Un ultimo sguardo alla stupefacente Natura che ci circonda mentre ci dirigiamo verso il cancello per uscire dal parco per proseguire verso l'area di Brandberg / Khorixas. Oggi avremo modo di ammirare le incisioni rupestri di Twyfelfontein e la foresta pietrificata nella regione del Kunene.

      Pernottamento al Khorixas Resort o similare camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).

      Scopri di più su DAMARALAND >>

      DAMARALAND
      Il Damaraland, situato fra l'Ovamboland, il deserto del Namib e il deserto del Kalahari, prende il nome dal popolo Damara che vi abita, una regione arida e montuosa caratterizzata da terreni vasti e aspri le cui montagne sporgono tra ampie pianure sassose che si trasformano in vallate sabbiose, letti di fiume ricoperti di vegetazione e calde, secche vallate con formazioni geologiche bizzarre e colori fantastici. Offre scenari spettacolari ed innumerevoli attrazioni che vanno dalle strane formazioni geologiche e una flora unica alla più grande collezione del Sud Africa di artigianato in roccia antica. Nella zona predominano le arenarie, di colore rossastro e datate dai geologi a oltre 150 milioni di anni fa, che con la vividezza dei colori e le tonalità creano un’insolito e inaspettato scenario selvaggio di rara bellezza tra i più panoramici in Namibia. Le distese di pianure erbose dove si innalzano dolci colline di granito, le profonde gole attraversate da fiumi la cui origine risale alla preistoria, mutano man mano trasformandosi in una distesa infinita di affascinanti deserti di sabbia, habitat di elefanti, rinoceronti neri, giraffe e struzzi. Su tutto si staglia il Massiccio del Brandberg, con il picco di Koenigstein (2573 m), il più elevato del Paese.
      Twyfelfontein, autentico museo a cielo aperto, dichiarato monumento nazionale per la presenza di incisioni e pitture rupestri risalenti probabilmente a circa 6000 anni fa, ha la più grande concentrazione della Namibia di incisioni su roccia risalenti all’età della pietra. Si ritiene che la maggior parte di queste incisioni, scolpite nella dura patina superficiale dell’arenaria, furono realizzate dai cacciatori San (boscimani). I San ed i Khoi-khoi, antichi abitanti di queste terre, raccontarono le loro avventure sulle pareti rocciose di questa terra ostile: vere e proprie gallerie a cielo aperto ci mostrano questi graffiti che ritraggono leoni, giraffe, elefanti, struzzi e rinoceronti con tutte le gamme del rosso, giallo, ruggine ed ocra. Nelle grotte del Brandberg sono state rinvenute 43.000 incisioni rupestri, le meglio conservate delle quali si trovano nella Tsisab Ravine: la più nota è la “Dama Bianca” che si trova nella grotta di Maack e risale a 16.000 anni fa.
      La foresta pietrificata, situata circa 45 km a ovest di Khorixas, è il più grande accumulo di tronchi fossili dell'Africa meridionale. I tronchi sono in un ottimo stato di conservazione e sono stati dichiarati monumento nazionale. L’ampia pianura è cosparsa da tronchi pietrificati lunghi fino a 30 m con una circonferenza di 6 che risalgono a 260 milioni di anni fa. Privi di rami e di radici, si ritiene che siano stati trasportati da una gigantesca alluvione al termine dell’era glaciale. La maggior parte dei fossili, molti dei quali parzialmente sepolti nell’arenaria e altri pietrificati nella silice appartengono a sette differenti tipi di piante del tipo Dadoxylon arberi Seward, una conifera appartenente all'ordine Cordaitales, ora estinto, della classe delle Gymnospermae, a cui oggi vengono classificate le conifere, le cicadacee e le welwitschie, curiosa pianta rara, tipica del deserto del Namib.


    • 7° GIORNO 14/8

      7° GIORNO 14/8

      Dopo colazione riprenderemo il viaggio fino alla cittadina balneare di Swakopmund. Oggi avremo modo di ammirare le famose dune bianche che costeggiano l’oceano, una tappa a Cape Cross che ospita una numerosa colonia di otarie che senza alcun pudore amano farsi fotografare dai turisti prima di gettarsi nuovamente nel freddo oceano per continuare la battaglia per la sopravvivenza, e se saremo fortunati anche un relitto, e se il tempo ce lo permetterà anche uno stop a Wlotzkasbaken.
      Proseguiremo verso Swakopmund, dove pernotteremo, e trascorreremo il giorno dopo.
      Oggi potete organizzare e prenotare le eventuali escursioni da fare domani.

      Pernottamento al Bon Hotel , camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).

      Scopri di più su Skeleton Coast >>

      SKELETON COAST
      Skeleton Coast (letteralmente "costa degli scheletri") è una parte della costa atlantica della Namibia settentrionale. In senso proprio, il nome si riferisce al tratto di costa compreso fra le foci dei fiumi Cunene e Swakop; in alcuni casi, tuttavia, lo si usa in senso più generico per indicare la parte costiera del deserto del Namib fino al fiume Orange. Il tratto di costa più settentrionale, fra il Cunene e il fiume Ugab, è incluso nell'area naturale protetta del Parco nazionale della Skeleton Coast, fondato nel 1973. Il tratto di 200 km che va da Swakopmund al fiume Ugab, denominato National West Coast Recreation Area, è rinomato per la pesca sportiva, che attrae appassionati anche dallo Zimbabwe e dal Sudafrica.
      La Skeleton Coast è nota per essere particolarmente inospitale e difficile da raggiungere; verso l'interno il deserto si estende per decine di chilometri, e dal mare è difficile avvicinarsi a causa delle forti onde causate dalla corrente del Benguela. Per questi motivi la costa era chiamata "la terra che Dio ha creato con rabbia" dai boscimani, e "le sabbie dell'Inferno" (as areias do Inferno) dai portoghesi. Il nome odierno si riferisce agli innumerevoli relitti spiaggiati lungo la costa. In tutto se ne contano oltre un migliaio; fra i più celebri ci sono quelli delle navi Eduard Bohlen, Otavi, Dunedin Star e Tong Taw.
      La pericolosità della costa per la navigazione, anche in tempi recenti, è dovuta al trasporto sabbioso dalle dune al mare; ad effetto del vento le dune avanzano nel mare, la sabbia sollevata dal vento costituisce banchi sottomarini modellati dalla corrente anche a notevole distanza dalla costa, tali banchi sono molto difficili da identificare e mappare; i relitti incagliati nei banchi sono spesso ormai inglobati nelle sabbie costiere.
      La costa è quasi ovunque piatta e sabbiosa, solo raramente rocciosa. Nella parte meridionale predominano le spiagge sassose, mentre a nord le dune di sabbia arrivano ad affacciarsi sull'oceano. Il clima è estremamente arido, con scarsissime precipitazioni. L'umidità viene però portata nell'entroterra dal fenomeno delle nebbie costiere: la corrente fredda del Benguela che lambisce la costa, infatti, è di circa 8° più fredda delle acque continentali, e il contatto fra le rispettive masse d'acqua provoca il condensarsi di nebbie costiere per quasi tutto l'anno. Poiché il fenomeno è più intenso durante le ore notturne, le nebbie mattutine arrivano talvolta a spingersi nell'entroterra per oltre 50 chilometri all'interno. L'umidità trasportata da questa nebbia fornisce un sostentamento fondamentale per la sopravvivenza della flora e della fauna del deserto del Namib.


    • 8° GIORNO 15/8

      8° GIORNO 15/8

      Giornata dedicata all’escursione a Sandwich Harbour che si trova a 56 km a sud di Walvis Bay. Si tratta di un luogo selvaggio, dove le dune di sabbia alte ed imponenti si tuffano dentro l’oceano, e con dei veicoli 4x4 ed accompagnati da guide esperte, si percorre un tratto di spiaggia dove ci si sente quasi magicamente intrappolati tra i due elementi: la sabbia e l’oceano. Un’escursione ricca di emozioni che regala panorami mozzafiato.
      Pranzo incluso

      Pernottamento al Bon Hotel , camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento BB (pernottamento e prima colazione).

      Scopri di più su SWAKOPMUND >>

      SWAKOPMUND
      Definita luogo incantato o quanto meno singolare, Swakopmund è una città della Baviera trapiantata in un deserto africano. Architetti tedeschi degli inizi '900 fecero a gara per ricreare atmosfere di una città della madrepatria secondo i dettami dello Jugendstil allora imperante. Una visita a Swakopmund è ampiamente giustificata anche soltanto dalle sue architetture.
      Il principale centro sulla costa, è una cittadina in espansione rinserrata fra il deserto e l'oceano. Dietro, la sabbia di continuo l'assedia, mentre davanti impera l'oceano scuro e sconfinato. La corrente del Benguela proveniente dal Polo Sud, rende le acque fredde, buone per la pesca e le ostriche, e a volte copre il paesaggio di nebbiolina azzurra. La cittadina confortevole, ricca di negozietti caratteristici, ristorantini, mercatini e ospitalità, offre anche diverse attività turistiche, come un giro mozzafiato sul quad nelle dune del deserto, con là in fondo il riverbero dell'oceano, o un'escursione avventurosa e sognante nella Valle della Luna. O il museo delle pietre, in centro. Imperdibili poi, la crociera a Walwis Bay e l'emozione del Sandwich Harbor, in jeep fra dune spettacolari, per un'attraversata wild davvero indimenticabile.
      Da Windhoek, la catena montuosa Khomas Hochland si estende ad ovest in modo da formare una zona panoramica di transizione tra l'altopiano centrale e le pianure del Namib. Sulla strada per Swakopmund e Walvis Bay, il panorama offre uno spledido scenario che rende il viaggio davvero piacevole, anche se il vero punto forte vi aspetta sulla costa. Proprio come la strada inizia a scendere a livello delle pianure, la vista è sollecitata dall’intenso arancione delle dune che appaiono sulla sinistra, mentre il naso cattura prima la brezza salata del mare che si estende davanti.
      Entrare in Swakopmund da una strana sensazione, soprattutto fuori stagione turistica, quando la città, inserita tra le onde fragorose dell’Atlantico e il deserto del Namib, appare come un surreale residuo coloniale e trasmette una strana sensazione di calma e tranquillità atavica. La gente di Swakopmund è formata da un mix eccentrico di residenti tedesco-namibiani e turisti tedeschi provenienti dall'estero, che si sentono a casa, per il modo tipicamente tedesco di comfort e ospitalità. Con le sue passeggiate al mare, case a graticcio e gli edifici di epoca coloniale, sembra che solo la sabbia trasportata dal vento e le palme distinguono Swakopmund dai centri di villeggiatura lungo le coste del Mare del Nord e del Mar Baltico della Germania.
      Swakopmund ospita alcuni dei più importanti esempi di architettura coloniale tedesca. Fra i monumenti di particolare interesse si possono citare la prigione di Altes Gefängnis, progettata da Heinrich Bause nel 1909, e la Wörmannhaus del 1906, oggi sede della biblioteca pubblica. Altri luoghi di interesse culturale includono il museo sui trasporti e l'acquario nazionale (National Marine Aquarium).
      Negli immediati dintorni si trovano diversi luoghi di interesse naturalistico, fra i quali spiccano le dune di sabbia vicino a Langstrand, a sud dello Swakop. Sono mete turistiche anche un ranch in cui si allevano cammelli (aperto al pubblico) e la "Martin Luther", una locomotiva a vapore del 1896 abbandonata in mezzo al deserto, attualmente restaurata e ricoverata nel locale museo.

    • 9° GIORNO 16/8

      9° GIORNO 16/8

      Ci rimettiamo in marcia verso quella che è considerata la meta per eccellenza della Namibia, il deserto del Namib e le sue famosissime dune, iscritto alla Lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
      Iniziamo la nostra esplorazione del deserto unendoci a una guida esperta per un'escursione educativa nel deserto. Nessuna visita in Namibia sarebbe completa senza una sosta al famoso panificio del Solitaire, noto per la sua torta di mele - da non perdere. Ci godremo la nostra torta di mele e una meravigliosa passeggiata prima di raggiungere la destinazione dove pernotteremo per i prossimi due giorni.
      In queste due giornate ammirerete tramonti ed albe spettacolari, esploreremo le famose dune del Namib, il Sesriem canyon e faremo una escursione a piedi per vedere sia il Sossusvlei e tempo permettendo il Deadvlei.

      Pernottamento al Desert Quiver Camp o similare, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).

      Scopri di più su NAMIB NAUKLUFT NATIONAL PARK >>

      NAMIB NAUKLUFT NATIONAL PARK
      Attraverso paesaggi che mutano continuamente in un territorio stupefacente e vario: spazi sconfinati e dune che entrano nel mare, paesaggi dolci e poi drammatici e aspri, savane e montagne, raggiungeremo l’accampamento al limite con il deserto del Namib. Il Namib è uno dei più antichi deserti del mondo; conta la veneranda età di 43 milioni di anni e il suo nome significa ‘il nulla’. Si estende per 1600 Km lungo la costa e per altri 500 Km verso l’interno. In nessun altro luogo al mondo esistono paesaggi così desolati e al tempo stesso così affascinanti.
      Le dune del deserto del Namib sono “scappate” in un momento di ira divina. Così vuole la leggenda. In realtà questo è uno dei punti più suggestivi della Namibia. Se la rabbia di Dio ha un colore, allora non può essere che un arancione che a tratti sconfina nel rosso, a tratti s’aggrappa al giallo. È il colore delle dune del deserto del Namib. Perché – almeno così dicono – Dio creò la Namibia in un momento di rabbia. E pur con tutta l’ira divina non si può certo dire che la Namibia e il deserto del Namib siano venuti male, e non c’è dubbio che le dune del Namib siano tra gli spettacoli naturali più insoliti al mondo. Soprattutto quando sono seminascoste dalla nebbia. Strano o no, ma qui – nel deserto del Namib – può capitare di “navigare” nella nebbia. Di strano ci sono anche gli animali – elefanti, leoni, giraffe e rinoceronti, per esempio – non propriamente tipici di un deserto.
      Fra le specie vegetali più insolite si deve citare la Welwitschia mirabilis, dotata solo di due foglie, che possono arrivare a diversi metri di lunghezza, perché crescono durante tutta la vita della pianta, che in alcuni esemplari si ritiene possa superare i 2000 anni. A causa delle loro caratteristiche uniche, le Welwitschia furono citate da Charles Darwin come "l'ornitorinco del regno vegetale". Una zona particolarmente ricca di esemplari di questa specie è la Moon Valley, un complesso di formazioni rocciose modellate dal corso del fiume Swakop

    • 10° GIORNO 17/8

      10° GIORNO 17/8

      Giornata dedicata alle escursioni a Sossusvlei, Deadvlei e al Sesriem Canyon. Una rapida salita sulla Duna 45 ci offrirà il punto di osservazione ideale per ammirare i colori cangianti del deserto, ci darà modo di ammirare il sole che fa capolino tra le dune di Sossusvlei dando origine ad un’alba spettacolare formata da un caleidoscopio di incredibili colori che si trasformano continuamente. Raggiungeremo poi la zona di Sossusvlei a bordo di un veicolo fuoristrada
      L’escursione proseguirà in fuoristrada con l’esplorazione sia del Sossusvlei che del Deadvlei.
      Proseguiremo poi sino a raggiungere il Sesriem Canyon, lungo circa un chilometro e profondo fino a 30m, ricordo antico di un’epoca piovosa.

      Pernottamento al Desert Quiver Camp o similare, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).

      Scopri di più su SESRIEM – SOSSUSVLEI >>

      SESRIEM – SOSSUSVLEI
      Il Namib è uno dei più antichi deserti del mondo; il suo nome significa ‘il nulla’. Si estende per 1600 Km lungo la costa e per altri 500 Km verso l’interno. In nessun altro luogo al mondo esistono paesaggi così desolati e al tempo stesso così affascinanti.
      Il paesaggio della zona di Sossusvlei è caratterizzato da dune di sabbia dai colori intensi, compresi fra il rosa e l'arancione. Tale colorazione è dovuta alla composizione ferrosa della sabbia e alla sua ossidazione; le dune più antiche sono quelle dal colore rosso più intenso. Diverse dune dell'area di Sossusvlei superano i 200 m di altezza rispetto al suolo circostante, e si classificano fra le più alte del mondo. A causa dell'eleganza e della varietà dei suoi paesaggi e dei suoi contrasti di colore, l'area di Sossusvlei è una delle icone della Namibia e uno dei luoghi più fotografati dell'Africa australe.

      Il Canyon Sesriem è situato a circa 4,5 km dal cancello d’ingresso principale del Parco Nazionale del Namib-Naukluft , ai margini del deserto del Namib nelle vicinanze del versante meridionale della catena dei monti Naukluft in Namibia. Compreso nel Namib-Naukluft National Park (il parco nazionale di maggiore estensione in Namibia e in Africa) nella Regione di Hardap. Il Sesriem Canyon, uno straordinario fenomeno geologico, è diventato una delle più frequentate attrazioni turistiche della Namibia per le rinomate bellezze naturali della zona,. Milioni di anni fa, il Sesriem Canyon fu scavato tra le rocce sedimentarie fino a una profondità di 30 metri per un chilometro di lunghezza dal fiume Tsauchab, che scorre impetuoso soltanto in caso di rare piogge sulle montagne Naukluft. In alcuni tratti il canyon è piuttosto stretto (fino a un minimo di 2 m); in questi punti si formano delle pozze d'acqua perenni, da cui gli animali possono bere. In afrikaans, "Sesriem" significa "sei cinghie", e deriva dal fatto che i primi coloni dovevano usare un sistema di sei corregge per estrarre l'acqua dal fondo della gola. Appena a sud della stazione di servizio di Sesriem, un sentiero conduce al Sesriem Canyon. Una volta scesi, si può camminare agevolmente lungo il letto asciutto del fiume. Le pareti del canyon sono composte da diversi strati visibili di roccia sedimentaria di sabbia e ghiaia depositate con grotte e incredibili formazioni rocciose. Oltre a qualche specie arborea, è habitat di piccioni, corvi, storni, lucertole, coleotteri, avvoltoi, gufi reali, sciacalli. Il canyon è più spettacolare all’alba e al tramonto, quando la luce diventa soffusa scoprendo paesaggi mozzafiato.

    • 11° GIORNO 18/8

      11° GIORNO 18/8

      Ci dirigiamo verso Kalkrand, l'area è una delle più belle della Namibia e assolutamente da non perdere. In questa giornata è previsto il tour di Nama Township.

      Pernottamento al Zebra Kalahari Lodge, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).

      Scopri di più su KALAHARI >>

      KALAHARI
      Al di là degli imponenti spettacoli naturali che offrono sia flora che fauna, quello che affascina del Botswana sono anche le tradizioni e la cultura delle popolazioni locali. Diverse ondate migratorie sono avvenute nel corsi dei secoli e a testimonianza di questo nel paese permangono almeno una ventina di lingue parlate. Secoli fa il territorio era popolato dai noti Boscimani o San, i cacciatori che costituivano la più antica etnia del Botswana: al giorno d’oggi sono pochi i rappresentanti rimasti, ospitati nelle riserve come quella del Kalahari centrale. Le prove archeologiche suggeriscono che i Boscimani abitino l'Africa meridionale da almeno 22.000 anni. Insieme ai pigmei dell'Africa centrale, i boscimani sono stati considerati la possibile fonte della linea di discendenza del DNA mitocondriale, la leggendaria Eva mitocondriale. Tra le credenze dalle radici primordiali ed alcuni riti affascinanti permane la Danza della Pioggia, dove ad accompagnare le cadenze ritmiche ci sono strumenti tipici a percussione, e riti di iniziazione maschili e femminili. Importante nella vita di ogni uomo è il culto degli antenati: è attraverso le loro residenze ultraterrene che aiutano i discendenti a risolvere i problemi, entrando in contatto solo con i capifamiglia. Il folclore dell'etnia San è ricco di interpretazioni soprannaturali per i fenomeni della natura, orchestrati da Nodima, il bravo ragazzo, e Gcawama, malizioso e imbroglione. I Boscimani amano l'arte e in particolare la musica, il canto e la danza. Il loro principale strumento musicale è una specie di arco che tengono premuto contro la bocca, adoperano anche una specie di lira a quattro corde, non usano, invece, tamburi. Danzano spesso sia per il piacere personale sia per piacere degli altri. Ancora oggi in molte comunità boscimani le famiglie si raccolgono intorno al fuoco di notte: le donne forniscono con mani e piedi la base ritmica delle danze. C'è la danza del fuoco, la danza dell'antilope; c'è il gioco dei mimi: i ragazzi si appoggiano sulla schiena delle madri, mentre esse cantano canti purificatori.


    • 12° GIORNO 19/8

      12° GIORNO 19/8

      Giornata a disposizione per godersi i magnifici panorami del Kalahari partecipando alle varie attività opzionali disponibili. In questa giornata si ha l'ultima opportunità di immergersi negli incredibili colori infuocati della Namibia.
      Nel pomeriggio parteciperete ad un game drive al tramonto, per brindare al termine del vostro viaggio con l’ultimo tramonto nel deserto.

      Pernottamento al Zebra Kalahari Lodge, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento HB (prima colazione e cena inclusi).

      Scopri di più su KALAHARI >>

      KALAHARI
      Al di là degli imponenti spettacoli naturali che offrono sia flora che fauna, quello che affascina del Botswana sono anche le tradizioni e la cultura delle popolazioni locali. Diverse ondate migratorie sono avvenute nel corsi dei secoli e a testimonianza di questo nel paese permangono almeno una ventina di lingue parlate. Secoli fa il territorio era popolato dai noti Boscimani o San, i cacciatori che costituivano la più antica etnia del Botswana: al giorno d’oggi sono pochi i rappresentanti rimasti, ospitati nelle riserve come quella del Kalahari centrale. Le prove archeologiche suggeriscono che i Boscimani abitino l'Africa meridionale da almeno 22.000 anni. Insieme ai pigmei dell'Africa centrale, i boscimani sono stati considerati la possibile fonte della linea di discendenza del DNA mitocondriale, la leggendaria Eva mitocondriale. Tra le credenze dalle radici primordiali ed alcuni riti affascinanti permane la Danza della Pioggia, dove ad accompagnare le cadenze ritmiche ci sono strumenti tipici a percussione, e riti di iniziazione maschili e femminili. Importante nella vita di ogni uomo è il culto degli antenati: è attraverso le loro residenze ultraterrene che aiutano i discendenti a risolvere i problemi, entrando in contatto solo con i capifamiglia. Il folclore dell'etnia San è ricco di interpretazioni soprannaturali per i fenomeni della natura, orchestrati da Nodima, il bravo ragazzo, e Gcawama, malizioso e imbroglione. I Boscimani amano l'arte e in particolare la musica, il canto e la danza. Il loro principale strumento musicale è una specie di arco che tengono premuto contro la bocca, adoperano anche una specie di lira a quattro corde, non usano, invece, tamburi. Danzano spesso sia per il piacere personale sia per piacere degli altri. Ancora oggi in molte comunità boscimani le famiglie si raccolgono intorno al fuoco di notte: le donne forniscono con mani e piedi la base ritmica delle danze. C'è la danza del fuoco, la danza dell'antilope; c'è il gioco dei mimi: i ragazzi si appoggiano sulla schiena delle madri, mentre esse cantano canti purificatori.


    • 13° GIORNO 20/8

      13° GIORNO 20/8

      Dopo colazione salutiamo la sabbia rossa del Kalahari e proseguiamo verso Windhoek, la capitale della Namibia. Resto della giornata a disposizione per visitare Windhoek.

      Pernottamento al Hotel Safari o similare, camere con servizi privati.
      Disponibile Internet Wi-Fi, piscina, bar, ristorante.
      Trattamento B&B (pernottamento e prima colazione).

      Scopri di più su WINDHOEK >>

      WINDHOEK
      La città di Windhoek è tradizionalmente conosciuta con due nomi: Ai-Gams per i Nama (il nome fa riferimento alle sorgenti calde che un tempo facevano parte della città) e Otjomuise (che significa "posto del vapore") per gli Herero. I primi insediamenti a Windhoek si devono all'acqua delle sue sorgenti calde. A metà dell'800 il Capitano Jan Jonker Afrikaner si insediò vicino a una delle principali sorgenti calde. Windhoek, città dai molti volti è pulsante di vita, opportunità e promesse di avventure, una città multiculturale, caratterizzata dalla tranquilla coesistenza e ampio spazio vitale per la sua gente. Il fascino della città di Windhoek sta nel suo armonioso mix di culture africane ed europee e la cordialità della sua gente. La città è una bomboniera che racchiude strutture color pastello di delicata bellezza, in stile coloniale circondate da giardini e lussureggianti parchi. Molti interessanti edifici e monumenti sono stati conservati quale testimonianza della storia. Alcuni sono rappresentativi del periodo coloniale, mentre altri testimoniano la conquistata indipendenza della Namibia.
      L'edificio più caratteristico e storico di Windhoek è la chiesa luterana Christuskirche. Progettata da Gottlieb Redecker all'inizio del XX secolo, questa chiesa presenta una inedita ibridazione fra il neogotico e l'art nouveau. I muri sono stati realizzati con una qualità di pietra saponaria tipica della zona. L'altare è decorato con una Resurrezione di Lazzaro copia di un celebre lavoro di Rubens. Alte Feste, il più antico edificio sopravvissuto di Windhoek, risale al 1890-92, e in origine serviva come sede della Schutztruppe; oggi ospita la sezione storica del Museo Nazionale della Namibia, che contiene cimeli e le foto del periodo coloniale e manufatti indigeni.

    • 14° GIORNO 21/8

      14° GIORNO 21/8

      Dopo colazione, intorno alle 11.00 verrete trasferiti in aeroporto per il rientro in Italia. Partirete alle 14.20 con volo di linea Ethiopian Airlines per Milano Malpensa, via Addis Abeba dove si arriva alle 21.10. Proseguimento per Milano alle 23.45

    • 15° GIORNO 22/8

      Arrivo a Milano Malpensa alle 07:25

  •  
    • Quota Base

    • 3.950per persona
    •   In camera doppia
    •   Lodges, Hotel e Guesthouses
    •   2 gg B&B, 11gg HB
    •   Guida lingua inglese
    •   Workshop fotografico con Giampietro Mattolin
    •   Ingressi, tasse e permessi inclusi
    • Diritti di iscrizione

    • 80per persona
    •   Assistenza sanitaria
    •   Perdita bagaglio
    •   Penali d'annullamento
    •   Tutela diritti passeggero
    • Tax & Fuel

    • 350per persona
    •   Soggette a variazione senza preavviso
      Variabili sulla base della Compagnia Aerea
    •  
    • TOTALE

    • 4.380per persona
    •   In camera Doppia
      Supplemento singola
      250 €
       

     

     

     

     LA QUOTA INCLUDE:

    • Sistemazione in Lodges, Hotels, Guesthouses con servizi privati, indicati in programma o equivalenti, in camera doppia (o come meglio precisato nel programma di viaggio)
    • Trattamento: 11 giornate HB (colazione, pranzo o cena); 2 giornate B&B (colazione);
    • Tutti i trasferimenti via strada in veicolo overland adattato ai safari;
    • Guida professionale, di lingua inglese, durante le escursioni, esclusi i periodi liberi
    •   Workshop fotografico con Giampietro Mattolin
    • Tasse locali e permessi
    • Ingressi nei parchi e attività indicate
    • Assicurazione turistica, che copre i rischi sanitari, quelli inerenti al bagaglio registrato e quelli relativi agli annullamenti del viaggio.

     LA QUOTA NON INCLUDE:

    •  Diritti d’iscrizione: € 80,00
    • Tasse aeroportuali e fuel surcharge € 248.00, variabili senza preavviso
    • Visto d’ingresso: non richiesto ai cittadini europei;
    • Pasti aggiuntivi, bevande, extra e mance
    • Spese extra di carattere personale
    • Entrate nei parchi ed attività non menzionate nel programma
    • Eventuali aumenti nelle tasse dei parchi, di tasse governative ed imposte
    • Tutto quanto non indicato espressamente nel programma di viaggio

    NOTA BENE:

    • La proposta di viaggio è considerarsi sempre soggetta a riconferma, sino a quando non avremo le conferme dei servizi offerti e di eventuali oscillazioni dei cambi applicati: 1€=16,50 ZAR (con una tolleranza del 3%)
    • Lodges, Hotels, Guesthouses: nel programma trovate indicate le sistemazioni previste ed i link che vi portano a poter visitare il sito delle strutture che vi ospiteranno.
    • I pasti inclusi sono serviti nei lodge di pernottamento o nei ristoranti. Vi preghiamo voler esaminare attentamente il dossier di viaggio che riguarda specificatamente questo tipo di viaggio, e che troverete a questo link: “Info Soul Safari 2019”
    • Il nostro primo obiettivo è quello di organizzare per voi un viaggio in grado di soddisfare tutti i vostri desideri. Non esitate quindi a chiederci qualsiasi informazione che riteniate utile, e a illustrarci tutti i dettagli che ritenete importanti affinché il vostro viaggio, oltre ad avere un’ottima riuscita, rimanga davvero nella vostra memoria come una delle più belle esperienze della vostra vita.

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