Valle dell'Omo 12gg

  • ADDIS ABABA - RIFT VALLEY - GRANDE SUD - FIUME OMO - MAGO NATIONAL PARK - NETCH SAR NATIONAL PARK
  • 12 giorni

    Partenze di gruppo, confermate con almeno due partecipanti

    Hotel 4* in Addis Abeba, 2-3* nel resto dell'itinerario

    B&B in Addis Abeba, HB mezza pensione le altre giornate

  • 22/11 - 27/10 - 17/11 - 01/12 - 22/12 - 19/01 - 16/02 - 30/03 - 20/04 - 27/04 - 18/05 - 22/06 - 20/07 - 10/08 - 17/08 - 21/09 - 26/10 - 30/11 - 21/12
  • Guida in italiano

  • Costo per persona: 1275,00

  • ESSENZA DEL VIAGGIO

    Un viaggio alla scoperta del Sud dell'Ethiopia, dei suoi laghi e dei grandi parchi: per il viaggiatore una vera e suggestiva avventura, attraverso sublimi paesaggi ed emozionanti incontri con le popolazioni locali, attraverso i quali rivivere oggi tutta l’autentica magia dell’Africa. Uno dei pochi paesi al mondo che, all’inizio del terzo millennio, offre ancora l’opportunità di osservare società non contaminate dalla moderna cultura occidentale. Lungo le sue piste, tra savane e foreste, è ancora possibile rivivere le emozioni che devono avere provato i grandi esploratori, da Bottego a Vannutelli, che nel secolo scorso le percorsero per la prima volta. Viaggio che percorre rotte diverse e lontane da quelle abituali per l’uomo moderno, adatto a tutti coloro interessati a conoscere usi e costumi di altre culture e soprattutto vedere il vero volto dell’Africa “antica”.

     

    Partenza

    Partenza

    Partenze di gruppo, confermate con almeno due partecipanti, nelle seguenti date:
    2017
    27/10; 17/11; 1-22/12
    € 1.390,00 per persona;

    2018
    20-27/04; 18/05; 22/06; 20/07; 10-17/08; 21/09;
    € 1.275,00 per persona;
    19/01; 16/02; 30/03; 26/10; 30/11; 21/12
    € 1.390,00 per persona;

    Sistemazione

    Sistemazione

      Albergo (4*) in Addis Ababa
      Alberghi 2-3* fuori Addis Ababa.
    Trattamento

    Trattamento

      FB (pensione completa inclusa acqua in bottiglia ai pasti)
    Trasferimenti

    Trasferimenti

    A bordo di minibus e/o bus ad Addis e lungo le direttrici principali, con le auto fuoristrada nel resto dell’itinerario.

     

     

  • ITINERARIO GIORNO PER GIORNO

    ITINERARIO PER GIORNO

    • 1° GIORNO venerdì

      Partenza per Addis Ababa con volo di linea.

    • 2° GIORNO sabato

      2° GIORNO sabato

      Arrivo in Addis Abeba nelle prime ore della mattina. Breve visita guidata della città di Addis Ababa, la capitale, sorta per volontà e scelta della regina Taytu, moglie dell’imperatore Menelik.

      Nel pomeriggio partenza per la Rift Valley, ammirando lungo la strada i laghi Shala, Abyata e Langano, con numerosi uccelli, pellicani, fenicotteri, e sorgenti di acqua calda. Faremo una sosta al lago Zway, il più grande di questo gruppo settentrionale di laghi, salino, fortemente pescoso, regno della telapia del Nilo.

      Cena e pernottamento in hotel a Langano.
      Trattamento FB (pensione completa).

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      ADDIS ABEBA
      Sin dalla sua fondazione, nell’Ottocento, Addis Abeba è sempre apparsa come un portale magico ai confini di un mondo antico e mistico che cela una grande saggezza nei remoti monasteri di montagna. A differenza delle capitali precedenti, stabilite dove lo imponevano esigenze politiche, economiche e strategiche, Addis Abeba fu scelta per la bellezza, le sorgenti calde e il clima gradevole dalla regina Taytu, moglie dell’imperatore Menelik. Mille realtà si incontrano e si scontrano in questa bellissima metropoli africana: agli edifici moderni del centro si contrappongono le casupole dal tetto in lamiera; agli impegnati uomini d’affari si oppone la vita tribale di sempre. Addis Abeba città in bilico tra modernità e una sorta di precarietà e vetustà che la rendono viva e affascinante ma anche ricca di contraddizioni; il mixage del nuovo che avanza e la fatiscenza dell’antico la rende una città particolarmente interessante, ricca di colori, profumi e e contrasti.
      La capitale vanta inoltre un panorama museale tra i più ricchi e variegati dell’Africa Orientale. Oltre alla Biblioteca Nazionale etiope dove sono conservati gli archivi imperiale di Hailè Sellassie, una menzione a parte meritano gli interessanti Museo Etnografico e la sezione archeologica del Museo Nazionale, divenuto famoso da quando custodisce la copia dei resti fossili, risalenti a 3 milioni e mezzo di anni fa, di “Dinquinesh” o “Lucy, l’Australopitecus Afarensis ritrovato nel 1974 ad Hadar; inoltre sono qui visibili interessanti reperti dell’antico regno axumita. Il Museo Etnografico si trova nella residenza dell’ultimo imperatore d’Ethiopia, Hailè Sellassiè ed è uno dei più bei musei del continente; circondato dagli splendidi giardini e dalle fontane del campus principale dell’Università Sellassie consente di vedere una bella collezione di manufatti e artefatti che offrono uno straordinario spaccato culturale del popolo etiope.
      Suggestiva e stimolante la salita dell'affascinante montagna Entoto, che raggiunge la considerevole altezza di 3.000 metri, da dove si gode una splendida vista della città. Dell’antica sede reale, qui voluta da Menelik, rimangono le rovine dell’antico palazzo e la chiesa di Debre Maryam, circondata da portici impreziositi da pregevoli affreschi, dove lo stesso Menelik venne incoronato imperatore nell’1880. In questa chiesa fu incoronato anche il suo successore Haile Sellassie. Nella parte ovest stimolante è il caotico e immenso“Merkato”, che vanta il primato di essere il più grande mercato all’aperto di tutta l’Africa.
      Dal 1958 Addis Abeba è sede della Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Africa e, dal 1963, del segretariato dell’Organizzazione dell’Unione Africana. Molti considerano la città la “capitale diplomatica dell’Africa”.


    • 3° GIORNO domenica

      3° GIORNO domenica

      Partenza di primo mattino e si attraverseranno le regioni abitate dai Guraghe, dai Wolayta, dai Guji e dai Borena. Lungo la strada ci fermeremo a visitare un villaggio. Si raggiungerà Yabelo nel pomeriggio.

      Pernottamento in hotel a Yabelo.
      Trattamento FB (pensione completa).

    • 4° GIORNO lunedì

      4° GIORNO lunedì

      Cratere di El Sod e i pozzi cantanti Borana
      Di primo mattino, dopo circa 1 ora di viaggio e 45 minuti di camminata ammireremo il famoso cratere di El Sod, originato da un vulcano, ormai estinto, che si apre a filo della pianura erbosa a 1480 metri di quota e dal quale uomini atletici estraggono sale che una processione di asini porta in superficie.

      Gli uomini borana sfruttano da sempre, con lo stesso arcaico sistema, questa naturale salina: immersi nell’acqua fino alla cintura e armati di lunghe pertiche, estraggono dal fondo del lago blocchi di sale nero che depositano sulle rive per farlo asciugare e una volta asciugato lo trasportano fino al villaggio con l’ausilio di animali da soma.
      Il villaggio di El Sod, 12 Km circa a sud di Dublock, si trova accanto a uno dei più grandi depositi naturali di sale dell’Etiopia. El Sod, noto come “la Casa del Sale”, è famoso per il suo lago vulcanico che raggiunge la profondità di 100 metri. Il lago ha una larghezza di circa 800 metri ed è così scuro da sembrare una chiazza di petrolio.

      Proseguimento nella zona dei Borana per la visita ai “pozzi cantanti” di Dublock.
      Questi famosi pozzi borana, dalla caratteristica struttura concentrica a gradoni alti circa due metri, vengono scavati a mano e a volte raggiungono i trenta metri di profondità. Chi ha la fortuna di raggiungere un pozzo cantante borana in attività assiste ad uno spettacolo straordinario: uomini e donne che lavorano in sintonia, formando una catena umana passandosi contenitori d’acqua dal fondo alla superficie, ritmando i movimenti con antiche cantilene melodiche pastorali; la persona che si trova in alto scarica l’acqua in un abbeveratoio ritornando prontamente il recipiente vuoto affinché venga riattinta nuova acqua.
      Questi particolari pozzi fungono anche da centri di gravità delle popolazioni dei dintorni, sono luoghi d’incontro e di scambio cui tutti hanno diritto di attingere, salva la priorità spettante a chi lo ha costruito o riparato, il loro uso e manutenzione è motivo di alleanze che a volte possono durare per interi lustri. Un antico detto borana, non a caso dice: “…non è la capanna il focolare, ma il pozzo.”
      Visita ai villaggi Borena e proseguimento per Konso.

      Pernottamento a Konso in hotel.
      Trattamento FB (pensione completa).

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      POPOLI D'ETIOPIA: BORANA
      I Borana, "le genti del mattino" (boru è traducibile in italiano con "aurora"), vivono alla frontiera fra Etiopia e Kenia e sono il più importante gruppo Oromo dell'Etiopia meridionale. Sono fieri e orgogliosi guerrieri. I Borana si considerano l'etnia primogenita, il popolo più antico del gruppo Oromo, non corrotto dalla modernità. I Borana sostengono di vivere come gli "antenati", "sono i più vicini a Waq", divininità suprema creatrice del cielo; adorano Atet, la dea della fecondità, Saytan, il diavolo e gli Ayana, gli spiriti buoni o cattivi che vivono nelle sorgenti, negli alberi, nei pascoli, ecc..
      Sono pastori seminomadi la cui vita è scandita dai ritmi e dalle esigenze del bestiame. Nella stagione secca essi lottano strenuamente per mantenere in vita le loro mandrie: per contrastare la siccità scavano una serie di profondi pozzi, ognuno dei quali viene assegnato a ciscuna famiglia e ciascun clan. Per loro questa è "una terra di meraviglie". I buoi, le vacche, i zebù, delle corna brevi e dalla gobba sulla schiena, sono tutto per i Borana. Vivono in capanne di canniccio tenute assieme dall'argilla e del fango. Sono piccole cupole facilmente smontabili per essere trasportate durante le lunghe transumanze. I Borana estraggono il sale, essenziale per l'alimentazione dei loro bovini, da piccoli laghi vulcanici (El Sod). Sono abili ingegneri idraulici e scavano con un faticoso lavoro pozzi a gradoni, profondi fino a 30 metri. Cercano l'acqua nelle 35 falde che, con scarsezza, si muovono nelle aride terre di questa regione. L'abbeverata del bestiame è un sorta di cerimonia, un dovere quasi divino che vale qualunque fatica. Lo scavo dei pozzi è una colossale opera collettiva: intere famiglie "allargate" contribuiscono a spostare la terra, a scavare e a perforare la roccia. Durante le stagioni aride decine di uomini borana si calano nei pozzi per far salire, secchio dopo secchio, l'acqua nell'abbeveratoio. Mentre sollevano i secchi cantano nenie ritmate: i pozzi diventano "pozzi cantanti". E’ un lavoro massacrante e gli uomini cantano tutti insieme per darsi forza oltre che per ammansire le mandrie. Sono migliaia gli animali che vengono a bere, dando vita ad uno spettacolo davvero unico e indimenticabile.
      I Borana sono guerrieri bellicosi e aggressivi. Chi non ha ucciso nessuno non è degno di sposarsi. L'assassino borana si fa crescere un lungo e solitario ciuffo di cappelli: solo così l'uomo sarà guardato.
      Le donne Borana indossano eleganti vestiti di cotone dai colori smaglianti, coperti sovente con drappi multicolori e portano con regalità ornamenti di alluminio che realizzano riciclando e fondendo pentole, parti meccaniche e altri oggetti non più utilizzabili.

    • 5° GIORNO martedì

      5° GIORNO martedì

      Mercato di Alduba.
      Attraversiamo la regione dei Konso, popoli dalle antichissime tradizioni (famosi per aver sviluppato tra i primi in Africa, la coltivazione a terrazze).
      Sono popoli caratterizzati dalla forte eguaglianza dei suoi membri l’organizzazione sociale dei Konso e dei Borana, è considerata e uno dei più affascinanti sistemi socio-politici dell’Africa.

      Pernottamento in hotel a Turmi.
      Trattamento FB (pensione completa).

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      POPOLI D'ETIOPIA: KONSO
      Sono popoli caratterizzati dalla forte eguaglianza dei suoi membri l’organizzazione sociale dei Konso e dei Borana, è considerata e uno dei più affascinanti sistemi socio-politici dell’Africa, è divisa in classi di età, dette “gada” della durata di otto anni ciascuno e a cui corrisponde un preciso periodo simbolico: al primo periodo, che corrisponde al grado “dell’essere uomo”, succede quella del “progresso o dell’audacia giovinezza”, seguono poi quella del “montone o della calma e maturità”, quella del “leone o della potenza e saggia vecchiaia” e infine quella “dell’avvoltoio o inferma vecchiaia”, sistema che, assieme all’organizzazione assembleare, permette di mantenere un equilibrio sociale secondo una concezione che è stata definita dagli studiosi di antropologia “anarchia ordinata”. Il sistema sociale si avvale di un complicato sistema di ripartizione e rotazione tra i maschi delle responsabilità sociali e politiche che garantiscono la tribù dal pericolo che può nascere da una permanenza stabile di comando e potere.
      I popoli Konso, sono tra le culture pastorali più complesse di tutta l’Africa: da un punto di vista antropologico i Konso sono essenzialmente un popolo animista: essi considerano tutto ciò che li circonda, piante, corsi d’acqua e fenomeni naturali come animati da forze occulte e da spiriti, venerano il serpente e, come i Borana, adorano “waq”, il dio del cielo, cui sono sottoposti numerosi spiriti legati alle risorse vitali delle popolazioni: dalle fonti alle montagne, fino alle anime dei defunti.
      Dediti prevalentemente all’agricoltura, i Konso sfruttano ogni metro di terra disponibile terrazzando le zone montuose situate anche a notevoli altezze con puntiglioso e faticoso lavoro. Tra le attività artiginali la tessitura, che viene esercitata con grande impegno e perizia svolge un ruolo importante e redditizio: l’abilità dei Konso nel tessere le tipiche coperte di cotone chiamate belukos fa sì che esse siano richieste in tutta l’Etiopia. Oltre che nella tessitura i Konso sono altresì esperti nella lavorazione del legno con cui producono, non solo utensili domestici ma anche strane sculture chiamate wagas che rappresentano gli antenati o degli eroi defunti: si tratta dell’unico esempio di realizzazione di immagini totemiche fra i popoli dell’Africa orientale.

    • 6° GIORNO mercoledì

      6° GIORNO mercoledì

      Villaggio di Kortcho – Villaggi Hamer.
      La giornata inizia con una visita al villaggio Kortcho abitato dai Karo, adagiato sulle sponde del fiume Omo. Qui potremo conoscere ed ammirare i Karo.

      I Karo, popolo di lingua omotica sono ormai un’esigua minoranza, infatti il loro numero si è ridotto tanto drasticamente da mettere a rischio la loro millenaria cultura, sono anch’essi noti per le splendide decorazioni con cui adornano il corpo e il volto. Tra tutti i gruppi etnici della valle dell’Omo i Karo primeggiano senza dubbio nelle decorazioni pittoriche dei propri corpi che eseguono utilizzando sostanze vegetali e minerali come il carbone di legna, la calce e le polveri minerali rosse e gialle.

      Gli Hamer sono un popolo pacifico e solidale che conta circa 15.000 individui, essi sono divisi per clan ed ogni clan ha propri particolari tabù e regole da rispettare; il comando è gestito da un consiglio che riunisce i capi dei vari clan al quale spetta ogni decisione. Quale inconfondibile distintivo sociale la donna Hamer indossa l’esente, collare di ferro che viene portato tutta la vita. Indossano vesti di capra impreziosite da conchiglie cauri e sfoggiano complicate acconciature a caschetto formate da sottili treccioline impastate con polvere d’argilla, burro o grasso animale.

      Pernottamento in hotel a Turmi.
      Trattamento FB (pensione completa).

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      POPOLI D'ETIOPIA: HAMER
      Le donne hamer indossano vesti di capra impreziosite da conchiglie cauri. La loro bellezza ed eleganza, universalmente riconosciuta dalle altre tribù, è motivo di onore e vanto per l’intera comunità. Le acconciature in stile “egizio” che sfoggiano le donne Hamer sfoggiano con grande fierezza, rappresentano uno dei più eleganti e gradevoli esempi di acconciatura elaborati dai nativi della bassa valle dell’Omo. Le donne preparano una mistura di ocra, acqua e resina, la applicano sui capelli e poi lavorano una ciocca dopo l’altra fino ad ottenere tante trecce color rame chiamate goscha, segno di prosperità e benessere. Gli aspetti più gradevoli di questo particolare look sono il taglio a caschetto e l’effetto lucente determinato dal grasso animale. Le giovani nubili aggiungono all’acconciatura delle placche di alluminio a forma di becco d’anatra e delle piume di struzzo.
      Anche gli uomini hamer adottano la classica acconciatura a treccine delle donne: elaborata in diverse e capricciose varianti la capigliatura presenta sempre una porzione di treccine che, scendendo verso la fronte, forma una specie di scudo triangolare, che viene arricchito con piume di struzzo.
      Gli hamer sono inoltre considerati maestri nella decorazione del corpo. Ogni ornamento ha un preciso significato simbolico: gli orecchini, per esempio, indicano il numero di mogli di ogni uomo.

    • 7° GIORNO giovedì

      7° GIORNO giovedì

      Villaggio di Omorate – Mercato di Key Afer
      Oggi andremo a visitare Omorate ed i villaggi Dassanech lungo il fiume Omo.

      Le tribù Dassanech vivono di pastorizia e di un’agricoltura semplice ed elementare in basse capanne dalla forma emisferica, raggruppate in piccoli accampamenti, in perenne conflitto con gli Hamer con i quali si contendono i pascoli. Popolo di guerrieri, fanno grande uso delle scarificazioni. Il loro spirito bellicoso e guerresco sembra essere stato forgiato dall’ambiente in cui vivono, aspro ed impervio. Tradizionalmente pastori, i Dassanech vivevano tra Kenya, Sudan e Etiopia: nel corso dell’ultimo mezzo secolo hanno perso molti dei loro territori e si sono concentrati nella zona dell’Omo, dove si dedicano anche all’agricoltura (sorgo e mais principalmente).

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      POPOLI D'ETIOPIA: DASSANECH Le tribù Dassanech vivono di pastorizia e di un’agricoltura semplice ed elementare in basse capanne dalla forma emisferica, raggruppate in piccoli accampamenti, in perenne conflitto con gli Hamer con i quali si contendono i pascoli. Popolo di guerrieri, fanno grande uso delle scarificazioni. Il loro spirito bellicoso e guerresco sembra essere stato forgiato dall’ambiente in cui vivono, aspro ed impervio. Tradizionalmente pastori, i Dassanech vivevano tra Kenya, Sudan e Etiopia: nel corso dell’ultimo mezzo secolo hanno perso molti dei loro territori e si sono concentrati nella zona dell’Omo, dove si dedicano anche all’agricoltura (sorgo e mais principalmente).
      Le loro capanne sono a forma di cupola, fatte con materiale riciclato (cartone, foglie, latta, tronchi), mentre la loro economia si basa principalmente sull’allevamento del bestiame, sebbene negli ultimi anni si dedichino anche alla pesca e all’agricoltura, privilegiando le colture del mais e del cotone. Come i Karo, anche qui le donne sfoggiano un buco tra il labbro inferiore e la punta del mento in cui mettono fiori, bacchetti di legno, piume di uccelli o spine di acacia. Le donne vanno tutte a seno nudo, con collane colorate e i capelli raccolti in treccine coperte da fasce di perline. I copricapo sono a base di materiale riciclato, come tappi di bottiglia e astucci di penne, mentre tra gli anziani è praticato il piercing auricolare con anelli di vario tipo.


      Proseguimento per Jinka, addentrandoci nella regione dei popoli Konso, Derase, Tsemay Ari e Benna. Ci fermeremo a visitare il grande mercato di Key Afer che si anima e si colora con la presenza di centinaia di persone appartenenti alle etnie dei Benna, Tsemay e Hamer, popolazioni che vivono in queste zone e che, al mercato, vendono e comprano merci di ogni tipo: cibarie come verdura, spezie e burro, manufatti di produzione locale come le zucche intagliate e dipinte.
      È un’occasione per ritrovarsi e fare quattro chiacchiere, un’occasione d’incontro. È un tripudio di colori: uomini snelli dalle teste piumate e i cercini d’argilla, donne Hamer con il bignere – il pesante collare che indossano solo dopo il matrimonio - gonne di pelle di capra bordate da cauri, caschetti di treccine minuziosamente impastati con terra rossa e grasso animale, giovani banna a seni nudi, le fronti cinte da fili di perline colorate.
      È un universo remoto nel tempo e nello spazio, davvero un mondo a parte. Qui il tempo sembra essersi fermato. I mercati hanno una grande importanza per questi gruppi: essi fungono da catalizzatori per le popolazioni dei dintorni che qui possono scambiare prodotti e informazioni, incontrare parenti e amici che, altrimenti, le grandi distanze e i pericoli della savana renderebbero rari e difficoltosi.

      Pernottamento in hotel a Jinka.
      Trattamento FB (pensione completa).

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      POPOLI D'ETIOPIA: KONSO
      Sono popoli caratterizzati dalla forte eguaglianza dei suoi membri l’organizzazione sociale dei Konso e dei Borana, è considerata e uno dei più affascinanti sistemi socio-politici dell’Africa, è divisa in classi di età, dette “gada” della durata di otto anni ciascuno e a cui corrisponde un preciso periodo simbolico: al primo periodo, che corrisponde al grado “dell’essere uomo”, succede quella del “progresso o dell’audacia giovinezza”, seguono poi quella del “montone o della calma e maturità”, quella del “leone o della potenza e saggia vecchiaia” e infine quella “dell’avvoltoio o inferma vecchiaia”, sistema che, assieme all’organizzazione assembleare, permette di mantenere un equilibrio sociale secondo una concezione che è stata definita dagli studiosi di antropologia “anarchia ordinata”. Il sistema sociale si avvale di un complicato sistema di ripartizione e rotazione tra i maschi delle responsabilità sociali e politiche che garantiscono la tribù dal pericolo che può nascere da una permanenza stabile di comando e potere.
      I popoli Konso, sono tra le culture pastorali più complesse di tutta l’Africa: da un punto di vista antropologico i Konso sono essenzialmente un popolo animista: essi considerano tutto ciò che li circonda, piante, corsi d’acqua e fenomeni naturali come animati da forze occulte e da spiriti, venerano il serpente e, come i Borana, adorano “waq”, il dio del cielo, cui sono sottoposti numerosi spiriti legati alle risorse vitali delle popolazioni: dalle fonti alle montagne, fino alle anime dei defunti.
      Dediti prevalentemente all’agricoltura, i Konso sfruttano ogni metro di terra disponibile terrazzando le zone montuose situate anche a notevoli altezze con puntiglioso e faticoso lavoro. Tra le attività artiginali la tessitura, che viene esercitata con grande impegno e perizia svolge un ruolo importante e redditizio: l’abilità dei Konso nel tessere le tipiche coperte di cotone chiamate belukos fa sì che esse siano richieste in tutta l’Etiopia. Oltre che nella tessitura i Konso sono altresì esperti nella lavorazione del legno con cui producono, non solo utensili domestici ma anche strane sculture chiamate wagas che rappresentano gli antenati o degli eroi defunti: si tratta dell’unico esempio di realizzazione di immagini totemiche fra i popoli dell’Africa orientale.

    • 8° GIORNO venerdì

      8° GIORNO venerdì

      Mago National Park – Popoli Mursi
      Raggiungiamo al mattino il Mago National Park, che comprende quelle terre dalla natura selvaggia e senza confini che si estendono ad est del fiume Omo ed è formato principalmente da savana aperta e arbustiva con ampie zone forestali intono ai corsi d’acqua.

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      PARCO NAZIONALE DEL MAGO
      Il Mago National Parksi trova sulla riva orientale del fiume Omo. Si estende per circa 1.343 kmq ed il suo punto più alto è rappresentato dal Monte Mago. Il parco, istituito nel 1979, è il più recente Parco Nazionale dell'Etiopia ed è stato costituito per proteggere il gran numero di animali che si ritrovano in quest’area come bufali, giraffe ed elefanti. È formato principalmente da savana aperta e arbustiva con ampie zone forestali intono ai corsi d’acqua. Al suo interno si trovano molti animali, tra cui bufali, ghepardi, elefanti, giraffe, antilopi, leopardi, leoni e zebre. Anche l'avifauna è abbondante e comprende anche la rara Turdoides tenebrosa. Lungo il fiume, nella bassa Valle dell'Omo, vivono molte differenti tribù.
      Questa zona, esplorata solo un centinaio d’anni fa da Vittorio Bottego è d’allora rimasta pressoché intatta e le popolazioni che la abitano vivono allo stato di natura e isolate dal mondo, conservando arcaiche tradizioni fuori dal tempo e lontane da ogni logica occidentale.


      All'interno delparco visiteremo un villaggio Mursi.
      Questa zona, esplorata solo un centinaio d’anni fa da Vittorio Bottego è d’allora rimasta pressoché intatta e le popolazioni che la abitano vivono allo stato di natura e isolate dal mondo, conservando arcaiche tradizioni fuori dal tempo e lontane da ogni logica occidentale. Si potranno visitare le popolazioni Mursi, gente molto socievole, coltivatori e allevatori, che occupano vaste aree del Mago e sono probabilmente la tribù più ammirata della Valle dell’Omo meridionale.

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      POPOLI D'ETIOPIA: MURSI
      Le popolazioni Mursi sono gente molto socievole, coltivatori e allevatori, che occupano vaste aree del Mago e sono probabilmente la tribù più ammirata della Valle dell’Omo meridionale. Le loro capanne vengono realizzate con paglia e frasche su di una solida struttura di legno, all’interno vi convive l’intera famiglia composta, a volte, da più generazioni.
      L’abito tradizionale, formato da una lunga pelle di animale annodata sopra la spalla destra, rappresenta l’unico indumento indossato dalle donne.
      I Mursi hanno, come è consuetudine largamente diffusa tra le varie popolazioni della bassa valle dell’Omo, un amore morboso per la cura del corpo che si concreta qui nell’uso dell’ormai famoso e strano costume di deformare il labbro inferiore con l’introduzione del piattello labiale la cui grandezza determina, a queste latitudini, la bellezza e la desiderabilità di una donna. Usanze antiche e oggi canoni di bellezza e di desiderabilità: una moglie con un grosso piattello labiale può costare al futuro marito anche venti o trenta capi di bestiame. I piattelli possono essere in legno di balsa, per cui leggerissimi, o in terracotta; le donne usano una particolare cura nel realizzare il proprio piattello: l’argilla viene prima impastata con acqua fino a diventare un intruglio cremoso quindi verrà plasmata per formare il piattello sul cui bordo verrà creato il solco in cui sarà inserito il labbro poi, prima di procedere alla cottura, esso verrà ulteriormente inciso con disegni ornamentali. Gli antropologi sostengono che questa antica arte corporale sia nata non per creare bellezza, ma per rendere la donna ripugnante e toglierle il valore venale causato dal commercio degli schiavi.
      Un momento importante e rituale al quale è possibile assistere nei mesi di Agosto, Settembre ed Ottobre, è il donga, la lotta con i bastoni che vede due giovani sfidanti scapoli battersi per dimostrare il loro coraggio e la loro forza alle donne in età di matrimonio. Gli incontri avvengono davanti all’intera comunità e oppongono due contendenti alla volta che si affrontano armati di un lungo bastone di legno, alto circa due metri, con un’estremità scolpita a forma di fallo. Oltre a proporsi alle giovani in età di matrimonio, chi vince si mette in mostra davanti all’intera comunità mostrando il suo valore e quindi acquista prestigio.
      I Mursi sono molto superstiziosi, professano la più semplice religione che si possa concepire, hanno una paura rispettosa degli spiriti e nei loro riti utilizzano solo le materie indispensabili alla vita.


      Nel pomeriggio ritorno a Jinka e proseguiremo per Arba Minch.

      Pernottamento in hotel a Arba Minch.

      Trattamento FB (pensione completa).

    • 9° GIORNO sabato

      9° GIORNO sabato

      Netch Sar National Park – Lago Chamo
      Al mattino escursione in barca sul lago Chamo, a circa 1233 metri di altitudine, e potremo comodamente osservare dalla barca, tra le canne mosse dalla brezza del vento e dal moto ondoso, enormi ed impressionanti coccodrilli, tra i più lunghi dell’Africa (a volte raggiungono i 6 metri), ippopotami, e infinite specie di uccelli. A parere di molti un’escursione estremamente interessante.

      Proseguiremo poi per il Netch Sar National Park, rifugio degli endemici Swaynes Hartbeest.
      Ampio circa 750 km2 questo parco viene considerato uno dei parchi più belli d’Etiopia. L’habitat è molto vario e comprende tratti di savana, boscaglia e foreste che nel suo insieme hanno un inestimabile valore in biodiversità.
      Il Parco comprende anche il cosiddetto “Ponte del Paradiso” o “Ponte di Dio”, si tratta di un stretto corridoio collinoso ricoperto da foresta che divide il lago Chamo dal lago Abaya che sono i laghi più grandi della Rift Valley in territorio etiope.
      NB: L’ordine delle escursioni potrà essere invertito.
      Ritorneremo ad Arba Minch nel pomeriggio.

      Pernottamento in hotel a Arba Minch.
      Trattamento FB (pensione completa).

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      PARCO NAZIONALE DI NETCH SAR
      Ampio circa 750 km2 questo parco viene considerato uno dei parchi più belli d’Etiopia. L’habitat è molto vario e comprende tratti di savana, boscaglia e foreste che nel suo insieme hanno un inestimabile valore in biodiversità. Il Parco fu realizzato per proteggere una specie di antilope piuttosto rara (Alcephalus Buselaphus Swaynei) di grandi dimensioni e dal mantello color cioccolato che arriva a pesare fino a 250 kg. Il Parco comprende anche il cosiddetto “Ponte del Paradiso” o “Ponte di Dio”, si tratta di un stretto corridoio collinoso ricoperto da foresta che divide il lago Chamo dal lago Abaya che sono i laghi più grandi della Rift Valley in territorio etiope. I due laghi si differenziano per il colore delle acque, quelle del lago Chamo sono di tonalità sul blu, quelle del lago Abaya color rame. La foresta del Ponte del Paradiso è l’habitat di numerosi animali e in cima ad una collina c’è un bellissimo view point sul panorama circostante. Il posto migliore per avvistare gli animali è la savana, qui si possono vedere antilopi, dik dik, iene, zebre, facoceri, babbuini, più difficilmente si possono avvistare licaoni, leopardi, sciacalli e il leone abissino. Lungo le sponde del lago è facile avvistare i coccodrilli giganti che arrivano a misurare fino ad 8 metri di lunghezza, nel Parco ci sono inoltre circa 300 specie di uccelli.”.

    • 10° GIORNO domenica

      10° GIORNO domenica

      Villaggio di Chencha – Popoli Dorze
      Escursione al villaggio di Chencha, che si trova ad un’altitudine di 1600 metri sul gruppo montagnoso del Guge che raggiunge, nei picchi più elevati, i 4.200 metri, e al paese dei Dorze.

      Popolo di laboriosi agricoltori anch’essi appartenenti al gruppo linguistico ometo, sono conosciuti soprattutto per gli indumenti di cotone che confezionano con vera maestria: sono anche abili tessitori.
      Il territorio abitato dai Dorze, anticamente coperto da foresta tropicale, ha in parte cambiato aspetto: grazie al tenace lavoro dei Dorze, vaste zone sono terrazzate così da favorire l’agricoltura; nonostante ciò non si ha l’impressione che qui la natura sia stata addomesticata, anzi, la vegetazione è ancora così lussureggiante che chiude ogni prospettiva visuale.
      Ritorno ad Arba Minch, e pomeriggio libero per il relax.

      Pernottamento in hotel a Arba Minch.
      Trattamento FB (pensione completa).

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      POPOLI D'ETIOPIA: DORZE'
      Popolo di laboriosi agricoltori anch’essi appartenenti al gruppo linguistico ometo, sono conosciuti soprattutto per gli indumenti di cotone che confezionano con vera maestria: sono anche abili tessitori. Singolare ed elaborata la struttura delle capanne, a forma di obice, alte anche 15 metri, costruite con bambù intrecciato montato su una struttura portante anch’essa di canna di bambù e rivestite di foglie di ensete - pianta tipica dell’altopiano etiope apparentemente simile al banano di cui in realtà viene utilizzato il fusto fibroso per l’alimentazione umana. Pur fragili all’apparenza, queste capanne possono durare fino a 60 anni, finchè l’azione del tempo e le termiti non hanno fatalmente la meglio.
      I Dorzè, dediti all’agricoltura, hanno realizzato ingegnosi terrazzamenti per combattere l’erosione dei fianchi scoscesi della montagna. Il territorio abitato dai Dorzè, anticamente coperto da foresta tropicale, ha in parte cambiato aspetto: grazie al tenace lavoro dei Dorzè, vaste zone sono terrazzate così da favorire l’agricoltura; nonostante ciò non si ha l’impressione che qui la natura sia stata addomesticata, anzi, la vegetazione è ancora così lussureggiante che chiude ogni prospettiva visuale. La prima cosa che colpisce, visitando il villaggio di Chencha, abitato dai Dorzè, è la rigogliosa vegetazione equatoriale dalla quale spuntano, come tanti isolati obici grigi e fumanti, le tipiche capanne di bambù che, sia nello stile che nel metodo costruttivo, non si ritrovano in nessun’altra zona dell’Etiopia. Queste capanne non hanno camini per cui il fumo prodotto dalla combustione del fuoco che alimenta la cucina all’interno della capanna, esce in più punti dagli interstizi del rivestimento.

    • 11° GIORNO lunedì

      11° GIORNO lunedì

      Ritorno via strada o via aerea ad Addis Abeba (con supplemento). Se il ritorno è via strada attraverseremo le regioni abitate dai popoli Guraghe, ammirando paesaggi spettacolari e indimenticabili.

      Non è raro imbattersi in scene che sanno di antico: voluminose fascine che vengono trasportate a piedi fino ai centri di raccolta, quindi i covoni gettati in terra per essere pestati dai cavalli o da docili bovini per la sgranatura, a cui segue la battitura a mano. Con gesti immutati da secoli, uomini e donne, con un duro e faticoso lavoro liberano il chicco del cereale lanciandolo ritmicamente verso il cielo affinché il vento spazzi via la pula e la paglia, il tutto utilizzando vecchi e arcaici strumenti in legno.
      Si raggiungerà la capitale nel primo pomeriggio, avendo così del tempo libero per visitare ancora un po’ Addis Abeba.

      In serata cena tradizionale con danze e spettacoli folcloristici.
      In tempo utile trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo di ritorno per l’Italia.

      Scopri di più su LA DANZA IN ETIOPIA >>

      LA DANZA IN ETIOPIA
      La danza ha un ruolo estremamente importante nella vita degli etiopi e quasi ogni gruppo etnico ne ha una propria. La danza assolve a una serie di funzioni significative dal punto di vista sociale, in quanto elemento essenziale di celebrazioni delle festività religiose o di eventi sociali quali matrimoni e funerali; anticamente serviva anche a incitare i guerrieri alla battaglia. Nelle aree rurali è ancora possibile assistere a danze di ringraziamento per la natura, ad esempio per un buon raccolto o la scoperta di nuove fonti d’acqua ed anche per consentire ai giovani guerrieri di fare sfoggio della propria agilità ed abilità nella danza. Sebbene il paese vanti innumerevoli tipi di danze, il ballo più popolare e l’iskita, si basa interamente su morbidi ma scattanti sussulti delle spalle, alzandole, e abbassandole, spostandole in avanti e indietro rispettando un preciso ritmo. Osservare una o più danzatrici è un’esperienza unica. E’ un mezzo di comunicazione, allegro e sensuale. Inizia piano piano con movenze che assumono velocità, sinuosità e scaltrezza. Si resta, non solo affascinati dalle danzatrici e dai danzatori, ma esterrefatti, attoniti.
      Impossibile riuscire ad imitarli. Impossibile non ammirarli.


    • 12° GIORNO martedì

      Rientro in Italia.

  •  
    • Quota Base

    • 1.275per persona
    •   In camera doppia
    •   Alberghi classe turistica
    •   Addis Abeba B&B
    •   Resto del viaggio HB
    •   Guida lingua italiana
    •   Ingressi, tasse e permessi inclusi
    • Diritti di iscrizione

    • 80per persona
    •   Assistenza sanitaria
    •   Perdita bagaglio
    •   Penali d'annullamento
    •   Tutela diritti passeggero
    • TOTALE

    • 1.355per persona
    •   In camera Doppia
      Supplemento singola
       € 100
       
    •   Supplemento partenze
      ottobre-marzo

       € 115
       

     

     LA QUOTA INCLUDE:

    • Assicurazione turistica che copre i rischi sanitari, quelli inerenti al bagaglio registrato e quelli relativi agli annullamenti del viaggio
    • Trasferimenti in auto fuoristrada/bus/minibus
    • Albergo (4*) in Addis Ababa in BB (pernottamento e prima colazione) in camere doppie
    • Alberghi 2-3* fuori Addis Ababa in HB (mezza pensione inclusa acqua in bottiglia ai pasti) in camere doppie
    • Barca, muli o cammelli come da programma
    • Entrate in parchi, chiese, musei, monasteri, ecc
    • Permessi e tasse governative
    • Guida di lingua italiana

     LA QUOTA NON INCLUDE:

    •  Diritti d’iscrizione: € 80,00
    •  Volo aereo per raggiungere l’Etiopia
    • Visto di ingresso: USD 50,00 ottenibile online o all’arrivo in aeroporto, per i cittadini UE
    • Pasti in Addis Ababa, bevande, extra e mance;
    • Spese extra di carattere personale, per foto, balli, cerimonie, etc
    • Spese per filmare e fotografare;
    • Tutto quanto non indicato espressamente nel programma di viaggio

    NOTA BENE:

    • La nostra quotazione è da considerarsi sempre soggetta a riconferma, sino a quando non avremo le conferme dei servizi offerti e di eventuali oscillazioni dei cambi applicati: 1€=1,15$ (con una tolleranza del 3%).
    • I prezzi indicati non includono il costo dei biglietti aerei internazionali per raggiungere l’Etiopia. Cercheremo per voi le soluzioni più vantaggiose che saranno quotate separatamente e permetteranno, se lo desiderate, di usare anche eventuali miglia accumulate se aderite a programmi di fidelizzazione delle compagnie aeree.
    • Hotel: L’attribuzione delle stelle agli alberghi non corrisponde agli standard europei. Fuori Addis Abeba, quasi sempre, nonostante siano sistemazioni semplici gli hotel proposti sono tra i migliori disponibili, ma a volte, causa la mancanza di energia elettrica, anche in questi può capitare che non sia disponibile elettricità e quindi acqua calda. Inoltre, in alcuni alberghi, può essere carente la gestione della manutenzione, in particolar modo nei locali da bagno. In alcune località, (Awassa, Jinka, Yabelo, Turmi), col pagamento di un supplemento è possibile optare per sistemazioni in lodge di categoria superiore, i migliori attualmente disponibili.
    • Il nostro primo obiettivo è quello di organizzare per voi un viaggio in grado di soddisfare tutti i vostri desideri. Non esitate quindi a chiederci qualsiasi informazione che riteniate utile, e a illustrarci tutti i dettagli che ritenete importanti affinché il vostro viaggio, oltre ad avere un’ottima riuscita, rimanga davvero nella vostra memoria come una delle più belle esperienze della vostra vita.

Mappa di viaggio

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Partenze

22/11 - 13/10 - 27/10 - 10/11 - 17/11 - 01/12 - 22/12 - 05/01 - 19/01 - 02/02 - 16/02 - 02/03 - 16/03 - 30/03 - 20/04 - 27/04 - 04/05 - 18/05 - 08/06 - 22/06 - 06/07 - 20/07 - 10/08 - 03/08 - 10/08 - 17/08 - 24/08 - 07/09 - 21/09 - 12/10 - 26/10 - 02/11 - 16/11 - 30/11 - 07/12 - 21/12

Quota per persona

990,00
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